E’ come quando parti per la settimana di studio all’università e lasci a casa il ragazzo che rivedrai solo il fine settimana.
E’ come quando le rondini hanno passato l’estate nel tuo portico e devono ripartire.
E’ come quando hai aspettato per 12 mesi il Natale ed è già Santo Stefano.
E’ come quando ci hai impiegato 6 ore per preparare la paella più buona che mai ed è già finita.
E’ come quando si è stati davvero bene per tre mesi con delle persone speciali ed è difficile salutarle.
Anche se la settimana passa in fretta.
Anche se le rondini torneranno con la primavera.
Anche se il Natale viene ogni anno.
Anche se la paella la posso rifare uguale uguale quando mi pare.
Anche se ci rivedremo presto.
Nei prossimi tre mesi mi mancherete tanto.
Grazie.
A chi ha saputo essere un maestro, che spero voglia continuare ad insegnarmi tanto.
A chi mi ha detto un giorno che le persone hanno un valore assoluto che prescinde dal loro ruolo e dimostra di mettere in pratica queste parole tutti i giorni nel suo lavoro e nei rapporti con gli altri.
A chi è stato un amico dal primo giorno che ho incrociato il suo sguardo.
A chi non smette mai di pensare in grande, anche se ha già fatto tanto.
A chi mi ha fatto vedere che ci si può reinventare ogni giorno lavorando sempre con lo stesso entusiasmo, che si debba cambiare una lampadina o creare la locandina più bella che si sia mai vista in un convegno pediatrico.
A chi non si tira indietro e cerca sempre di aiutare gli altri, solo per il piacere di farlo.
A chi mi ha ricordato di non permettere mai a nessuno di spegnere la luce che ho negli occhi.
A chi si è accorto che sono permalosa e me lo ha detto, per ricordarmi che non ci si deve mai prendere troppo sul serio.
A chi non è mai stanco di “sbadilare” e mi stimola ad impegnarmi e a ricercare la perfezione.
A chi ha creduto in me e nonostante mi conoscesse a malapena ha avuto il coraggio di inserirmi a parlare in un convegno.
A chi si inventa Ornella Cicciottella e fa sembrare le cure un gioco.
A chi mi ricorda di mettere al centro il bambino.
A chi mi ha spinto a ricercare l’organizzazione perfetta, ma solo dopo aver valutato le necessità dei ragazzi e delle famiglie.
A chi riesce a non perdere la pazienza quando deve prendere le misure e io imbranata sono in mezzo a dar fastidio.
A…
Maurizio. Gianni. Marco. Il primario. Elisa “quella bella”. Caterina. Daniela. Pietro. Marco Gigante. Duccio. Le infermiere della RT. Le psicologhe. Toni e il gruppo infermieristico del 3° piano. I tecnici.
Potrei continuare a lungo ad elencare gli insegnamenti preziosi che porterò via con me. Ma più di ogni altra cosa mi resterà il grande valore assoluto di ognuno di voi, a prescindere dal ruolo. Per questo siete un grande Reparto.
A presto!
